Chi sono

“Non ci credo, ma dicono che funzioni lo stesso”. Così lo scienziato Niels Bohr rispondeva a chi gli chiedeva conto di un amuleto, un grande ferro di cavallo, che campeggiava nella sua casa. Che significa credere? Cos’è la religione? Che valore hanno i riti e cerimonie? C’è qualcosa (o qualcuno, o qualcuna) che ci trascende?

Di questi ed altri interrogativi su Dio e sulle questioni metafisiche, ci si occupa qui. Evitando i pregiudizi dei tifosi delle opposte fazioni (fedeli invasati o increduli intolleranti), si tenta di osservare i fenomeni con lo sguardo curioso di un viaggiatore. Nella tradizione, d’altronde, l’uomo in cerca della salvezza o del senso è definito “homo viator”.

Ma nel mondo di oggi, è ancora possibile infilarsi gli stivali della ricerca e intraprendere un percorso del genere? Una storia troppo lunga di dibattiti infiniti, una società distratta da altre preoccupazioni, verità troppo forti o troppo deboli: un segno chiaro non arriva e siamo bloccati in un’attesa infinita?

Francesco Valerio Tommasi (Roma, 1977) viene sovente scambiato per un prete, ma è un errore. Il punto è che, come Kant, ha il destino di essere innamorato della metafisica. Ma come Kant, pensa che spesso, molto spesso, quelli della metafisica siano solo sogni di visionari. Insegna presso il Dipartimento di Filosofia della Sapienza Università di Roma e a volte si sente in una scena del teatro dell’assurdo.

 

 

 

 

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